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Da sempre affascinata dall’espressione pittorica, uno dei primissimi ricordi di infanzia sono gli enormi ‘affreschi’ che realizzavo nella casa in provincia di Napoli dove sono cresciuta. Mia madre mi aveva lasciato una enorme stanza vuota dalle pareti bianche come spazio per poter esprimere liberamente, una creatività ‘debordante’ già allora mi identificava!
Nel 2006 la mia ‘urgenza creativa’ è diventata incontenibile e ho cominciato a dipingere su porcellana, attratta dalla sfida di ‘risuscitare’ un’arte antica agonizzante (eredità importante anche del patrimonio artistico partenopeo), soffocata da costrizioni tecniche e pregiudizi legati alla tradizione e relegata ad una funzione solo decorativa. Ho voluto operare una sorta di ‘rivoluzione’, sperimentando le infinite potenzialità offerte dalla pittura su porcellana e trasformando vasi fatti in serie in pezzi unici, oggetti d’arte contemporanei.
I vasi, destinati ad accogliere dell’acqua vitale alla sopravvivenza di fiori e vegetali, diventavano per me un supporto, una sorta di tela, perdendo così il loro valore utilitario e trasformandosi in ‘contenitori’ di concetti: esterno/interno, natura/pareti domestiche, vita/morte.

I miei vasi hanno poi cominciato a ‘dialogare’ con le mie tele create con le stesse tecniche di ‘stratificazione’, di alternanze di colori, di materie, di texture e utilizzando, più che i pennelli, altri strumenti destinati a usi diversi: spatole, spazzole, spugne... La sovrapposizione di strati diversi, che per le opere di porcellana è particolarmente complessa e delicata, richiedendo molteplici cotture a temperature diverse, dà vita a composizioni uniche, subito riconoscibili e identificabili come “impronta” di Cat. 
La sinergia e la risonanza tra le mie ‘creature’ è evidente, insieme tele e porcellane creano una ‘sinfonia’ unica e diversa ogni volta a seconda del luogo che le accoglie in un’atmosfera senza tempo, ma immancabilmente riescono a coinvolgere lo spettatore immerso in un universo insolito e cangiante, un caleidoscopio di luci, ombre e riflessi, suggerendogli una connessione introspettiva e aprendogli prospettive inattese con le loro possibilità multiple di lettura.

I miei vasi hanno poi cominciato a ‘dialogare’ con le mie tele create con le stesse tecniche di ‘stratificazione’, di alternanze di colori, di materie, di texture e utilizzando, più che i pennelli, altri strumenti destinati a usi diversi: spatole, spazzole, spugne... La sovrapposizione di strati diversi, che per le opere di porcellana è particolarmente complessa e delicata, richiedendo molteplici cotture a temperature diverse, dà vita a composizioni uniche, subito riconoscibili e identificabili come “impronta” di Cat. 
La sinergia e la risonanza tra le mie ‘creature’ è evidente, insieme tele e porcellane creano una ‘sinfonia’ unica e diversa ogni volta a seconda del luogo che le accoglie in un’atmosfera senza tempo, ma immancabilmente riescono a coinvolgere lo spettatore immerso in un universo insolito e cangiante, un caleidoscopio di luci, ombre e riflessi, suggerendogli una connessione introspettiva e aprendogli prospettive inattese con le loro possibilità multiple di lettura.

Dalle mie composizioni, talvolta quasi scultoree emergono spesso personaggi, silhouette, presenze. Le ombre sembrano staccarsi dal supporto per trasportarci altrove, in una dimensione meditativa. Queste apparizioni antropomorfe sono solo suggerite, mai evidenti e si trasformano diventando altro, presenze diverse se si cambia la posizione della tela o il punto di osservazione. Desidero che avvenga così un ‘lâcher prise’ affinché lo spettatore possa abbandonarsi per amplificare le sue possibilità di percezione.

Cerco di veicolare la complessità di rappresentazione di un mondo frammentato nel quale altre dimensioni diventano possibili. Ne deriva una sensazione di disorientamento al di là dei confini del visibile, dell’intangibile che esiste e che percepisco inequivocabilmente nel momento della creazione, momento di grazia e di ‘connessione’.
Il processo creativo è lento e intenso, può durare mesi. Esploro i miei abissi più profondi per trasporli sulla tela e sulla porcellana attraverso una ricerca che mira al confronto, a mettere in discussione, a porre domande, a oltrepassare i limiti.Caterina ama creare ambienti, dovunque lascia la sua traccia originale, in modo autentico. Per questo, non si puó riconoscerla in alcuna tendenza artistica ma in un movimento spontaneo: guidata dal suo intuito, inventa il suo stile personale combinando materie e colori (pigmenti,foglie di rame,oro o argento, sabbia,vetro, carta giapponese) e crea cosí uno stile unico e originale.

Le mie creazioni attraverso la loro concretezza materica suggeriscono una dimensione sensuale che però è un pretesto, una ‘porta’ verso un altro mondo, un universo nel quale lo spettatore è invitato a un viaggio interiore che si rinnova continuamente. La mia ricerca pittorica, un dialogo aperto tra spirito e materia, luce e ombra, intuizione e ragione, vita e morte, aspira ad essere una proiezione della continuità dell’essere al di là dei limiti spazio-temporali, un’esplorazione delle frontiere tra antipodi, alla ricerca dei loro punti di contatto e della forza emanata dalle dualità.